Violenza in famiglia, i segni di attacco e difesa

Spesso la scena del crimine su cui interviene il soccorritore si configura come una lite in famiglia. Per famiglia si intende un nucleo di persone (da due in su) che condividono lo stesso ambiente domestico (casa, abitazione, roulotte) e che abbiano tra loro legami affettivi e o di sangue.

Negli ultimi anni l’omicidio volontario ha visto crescere i dati che riguardano proprio l’ambiente domestico: gli uomini, molto più spesso (stando alle statistiche) aggrediscono e uccidono le loro donne (il reato è il femminicidio, ovvero l’omicidio che abbia per vittima una donna e per autore un uomo).

Prima di arrivare all’omicidio, di solito, in famiglia avvengono liti più o meno violente (a volte sono vere e proprie risse) e a farne le spese, quasi sempre, è la donna (o sono i minori).

I segni di questo tipo di violenza sono piuttosto semplici da riconoscere. Sulle braccia della donna, all’altezza del bicipite di solito ci sono lividi tondi (uno o più di uno) che corrispondono al pollice di una mano, mentre sul retro del braccio ci sono lividi che somigliano molto da vicino alle altre dita: come se qualcuno avesse afferrato le braccia stando di fronte alla donna.

Di fronte a questo tipo di violenza il soccorritore può, purtroppo, ben poco. Ma una cosa che può fare, se sulla scena del crimine (una lite in famiglia che ha provocato un ferito, è una scena del crimine) sono intervenute le forze dell’ordine può segnalare o suggerire di guardare le braccia.

Gli stessi lividi (a forma di mano, con dita e palmo e pollice) si possono ritrovare anche sul collo della vittima. Contemporaneamente a questi segni, di solito, ci sono lividi sull’avambraccio esterno (dal gomito in giù, per intendersi): sono i segni di chi, per difendersi, ha alzato le braccia sopra la testa.

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