Corde, lacci e costrizioni. Vittime legate e soccorso

Spesso per soggiogare la vittima l’offender la lega. Se è un aggressore organizzato quasi sicuramente porterà con sé tutto il necessario per evitare che la vittima scappi. Tra le altre cose potrebbe avere con sé materiale da costrizione: corde, lacci, cavi elettrici, filo di ferro, manette.

L’offender disorganizzato di solito ha semplicemente colto l’occasione di aggredire la vittima. Per questo motivo, nel caso decidesse di legarla, probabilmente dovrà organizzarsi con quello che trova sulla scena del crimine che, se è un appartamento, potrebbe offrire parecchio: nastro adesivo, foulard, cinture, sciarpe, cavi elettrici (per esempio il cavo di alimentazione del computer).

Quando il soccorritore interviene sulla scena del crimine e trova una vittima legata dovrebbe tagliare le costrizioni a 15/20 centimetri di distanza dai nodi.

Se la vittima è in imminente pericolo di vita perché i lacci le costringono il collo questa regola non vale: il soccorritore deve tagliare nel punto più raggiungibile in modo che la vittima sopravviva.

In tutti i casi è importante che il soccorritore NON sleghi i nodi. I nodi, infatti, possono contenere elementi dell’aggressore. Nel caso il soccorritore sulla scena del crimine si trovasse a dover rimuovere il nastro adesivo è bene che tenga presente che, quasi tutti, offender compresi, tendiamo a usare i denti (quindi saliva, dna) per tagliare il pezzo che ci serve (soprattutto se abbiamo fretta).

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