Scene del crimine nascoste

In molti casi il soccorritore si trova a lavorare su scene del crimine manifeste, ovvero su scenari in cui è evidente che è stato commesso un crimine, vuoi perché la vittima lo dichiara (si tratta a tutti gli effetti di una testimonianza), vuoi perché a dichiararlo sono i presenti (ovvero i testimoni) oppure perché la dinamica è incompatibile con incidenti e suicidi.

Per esempio una persona colpita da più di una decina di coltellate difficilmente potrà essersele autoinflitte, verosimilmente è stata vittima di un tentato omicidio.

Ci sono invece scene del crimine nascoste. Capita in quei casi in cui la vittima presenta, magari, una sola ferita compatibile con un incidente e/o con un tentato suicidio. Soprattutto se l’arma con cui si è provocata le ferite non è sul posto oppure è un’arma impropria (ovvero la prima cosa che gli è capitata in mano, un soprammobile pesante per esempio).

In questo caso se non si ha alcun dubbio si procederà come da protocollo senza altre precauzioni. Ma se sorge qualche dubbio è opportuno comportarsi come se ci si trovasse di fronte alla scena di un crimine: camminare, ove possibile, lungo il perimetro e non in mezzo alla stanza, preservare eventuali tracce e prove (anche quelle che potrebbero essere sulla vittima).

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