Violenze sessuali e domestiche – Direttiva Areu Lombardia

L’Areu Lombardia ha inviato una circolare in merito al trasporto delle vittime di violenza sessuale (Mangiagalli) e domestica (De Marchi) a tutti i soccorritori.

Le vittime di violenza sessuale, che siano donne, uomini, adulti o minori che hanno a che fare con pedofili, in genere evitano il contatto fisico. Ed è fondamentale, per le indagini (pena per il colpevole, giustizia per la vittima), che il soccorritore sulla scena del crimine evitare di asportare dal paziente qualsiasi traccia biologica (saliva, liquido seminale, capelli, per esempio).

Può essere che le vittime di violenza sessuale riescano ad afferrare con forza il loro aggressore. Spesso i reperti (dna dell’aggressore) si trova sotto le unghie della vittima. Inoltre, molto spesso, l’offender non è organizzato. Ha agito perché ne ha avuto l’occasione.

Per questo motivo le prove potrebbero essere sparse ovunque e facilmente repertabili. Soprattutto se la scena non viene contaminata e la vittima viene trasportata, così com’è (se non è in pericolo di vita, ovviamente e non necessita particolari cure sanitarie), in ospedale.

Per quanto riguarda la violenza domestica, a meno che non si colga una flagranza di reato o ci sia una testimonianza, è piuttosto difficile capire le dinamiche familiari.

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