violenza domestica

Violenza domestica, soccorso, body language

Le vittime di violenza domestica (psicologica, fisica, sessuale) qualche volta chiamano i soccorsi.

Il più delle volte queste persone vengono portate, anche da chi le ha maltrattate, al pronto soccorso saltando la fase del soccorso extra ospedaliero. Ma in qualche caso chiamano l’ambulanza.

Vi è un’idea diffusa che la violenza domestica sia un fatto che riguarda esclusivamente le classi medio basse della società.

In realtà la violenza domestica è trasversale: quindi non è strano che episodi di violenza domestica avvengano tra professionisti affermati con una vita agiata e una bella casa. O in famiglie apparentemente normali.

Se si ha il sospetto che le lesioni e i traumi siano compatibili con la violenza domestica è opportuno, se si ha il tempo e ci sono le condizioni adatte, soffermarsi sul tipo di comunicazione.

Cosa fa l’offender

 

Non è raro che il “verbal” sia collaborativo con i soccorritore, ma è violento quando non viene visto, con la vittima.

La parte “visual” ovvero il linguaggio del corpo molto spesso tradisce ciò che le parole stanno raccontando.

In qualche caso si potrebbe avere l’offender che allarga le braccia, o anche uno solo, appoggiandolo allo stipite della porta. Impedendo così, di fatto, l’ingresso in altre stanze.

Se il soccorso avviene in cucina l’offender potrebbe controllare (l’offender non si limita mai a guardare, ma controlla) la scena stando sulla porta.

Una volta finito il soccorso deciderà di spostarsi, ma si metterà in modo che l’unica via per i soccorritori sarà quella per uscire di casa.

Violenza domestica: com’è la casa

Non è detto che in casa ci sia disordine. In molti casi l’offender si comporterà come se dovesse sottolineare che è il padrone di casa, che quel territorio è suo.

Più spazio occuperà con il corpo più starà segnalando ai soccorritori che lì comanda lui. Non è raro che intervenga nel soccorso per dire la sua.

Nel caso di dubbi sulle violenze domestiche è sempre opportuno convincere la vittima a raggiungere il pronto soccorso.

Meglio evitare, sul posto, di menzionare il dubbio o la violenza domestica. Meglio evitare domande dirette, la vittima, se l’offender è presente, rischierebbe di mentire (per evitare altre violenze).

Lascia un commento