Scettici, foto e soccorso

Gli scettici esistono sempre. Di solito hanno bisogno di prove per andare oltre la diffidenza. La scorsa settimana abbiamo parlato di fare foto sulla scena del crimine. Come detto nell’articolo precedente fare foto sulla scena del crimine è una buona pratica.

Il servizio di emergenza urgenza, se si tratta della scena di un crimine, non si esaurisce nel qui e ora, ovvero nel portare il paziente in ospedale affinché gli vengano garantite le cure necessarie, ma quello stesso paziente e quella stessa scena saranno oggetto di indagine.

Motivo per cui avere le foto della scena non può che essere un valido ausilio a chi, dopo i soccorritori (medici e infermieri inclusi), dovrà lavorare per arrivare alla verità e dare giustizia alla vittima e una pena al colpevole.

Ci sono gli scettici in merito al fare foto. Un medico di 118 ha scritto dicendo, tra l’altro in maniera piuttosto aggressiva e arrogante (speriamo non tratti così i pazienti e i colleghi!), che se non c’è un protocollo a dire di fare foto, si rifiuterà di farle.

scettici Gli scettici e il progresso

E noi non possiamo e certo non vogliamo imporgli niente. Ci mancherebbe. Ognuno fa il suo mestiere. Ma gli scettici di questo tipo rischiano di frenare il progresso, di frenare le novità che possono essere utili per tutti: per i  pazienti, in primis, e poi per gli stessi soccorritori.

E ovviamente per chi fa indagine. Gli scettici molto spesso sono solo impermeabili al cambiamento: piuttosto sbagliano per vent’anni. Gli scettici non sono quasi mai dei pionieri e difficilmente riescono a fare la differenza.

Campagna anti scettici

Avete scettici che vi dicono di non fare foto? Provate (se non avete a che fare con scettici patologici) a spiegare che un soccorritore, un medico, un infermiere, un first responder ha delle responsabilità che travalicano il suo mestiere. Se manomette, anche inavvertitamente, una scena potrebbe aver fatto un danno.

Non stiamo parlando di un danno che è un reato, qualcosa per cui essere penalmente perseguiti. Il primo danno che farà, lo farà alla vittima. Che, disgraziatamente, potrebbe non avere giustizia. E, crediamo, sia importante che le vittime abbiano giustizia.

Fare foto sulla scena di un crimine è necessario. Se, naturalmente, è possibile farle, ovvero se la situazione lo consente. E siamo certi che ognuno è in grado di riconoscere le situazioni in cui è necessario e possibile fotografare e quelle in cui non lo è.

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