armi da fuoco

Armi da fuoco e soccorso: cosa fare

Armi da fuoco e soccorso dovrebbero far pensare che la scena non è sicura.

Trovare un’arma da fuoco sulla scena è un’evenienza piuttosto rara.

In Italia la maggior parte degli omicidi volontari viene commessa utilizzando armi da fuoco.

Seppure in calo, gli omicidi volontari ci sono.

Armi da fuoco e soccorso: maneggiare con cura

Nel caso in cui il soccorritore che interviene sulla scena del crimine dovesse trovare un’arma da fuoco è opportuno che eviti di toccarla.

A meno che sia impossibile prestare soccorso alla vittima senza toccare l’arma.

L’arma da fuoco potrebbe essere sotto la vittima, in mano alla vittima, sopra la vittima.

Nel caso in cui sia necessario toccare l’arma da fuoco è opportuno farlo in sicurezza.

Un’arma da fuoco, per il codice penale, è sempre presunta vera e carica.

Nei revolver (quello dell’ispettore Callaghan, per intendersi) proiettili e bossoli stanno nel tamburo (difficile capire, senza aprirla se sia carica o scarica).

Le pistole semiautomatiche (e automatiche) scariche si riconoscono poiché la canna resta completamente scoperta.

Se ci si trova nella necessità di spostare l’arma è possibile allontanarla con il piede: si tratta di toccarla appena e di farla scivolare sul pavimento.

O, ancora, di afferrarla per l’impugnatura ma senza impugnarla: attenzione. Bisogna reggerla saldamente: potrebbe pesare.

Le armi da fuoco da sole non sparano, per cui non sono di per sé pericolose.

Ma il grilletto potrebbe essere molto, ma molto, sensibile.

In tutti i casi in cui le armi sono presenti e non intralciano il lavoro non si devono toccare o spostare.

Anche se si è avvezzi all’uso delle armi le armi da fuoco sulla scena del crimine non si mettono in sicurezza: ovvero non si toglie il caricatore e non si scarrella per togliere il colpo in canna, nelle semiautomatiche e non si apre il tamburo.

Lascia un commento