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La testimonianza e il soccorritore sulla scena del crimine

La testimonianza è uno dei cardini dei procedimenti giudiziari.

Grazie ai testimoni, infatti, è possibile ricostruire la dinamica di un reato.

Non sempre i testimoni sono attendibili: possono mentire, non ricordare, ricordare male.

I soccorritori possono essere chiamati in tribunale come testimoni. Non solo. Può capire che il soccorritore raccolga una testimonianza.

Curiosi, astanti, passanti, vicini di casa, parenti, amici della vittima possono essere considerati a tutti gli effetti dei testimoni.

I tipi di reato sono diversi: rapina, aggressione, tentato omicidio. Ma la sostanza non cambia.

Testimonianza e soccorso

Chi ha visto come si è svolto l’evento è un testimone e come tale andrebbe trattato.

Si dà per scontato che siano le forze dell’ordine a raccogliere le testimonianze.

Ma chi ha subito un’aggressione potrebbe non considerare i “tempi tecnici” o “la persona giusta” e racconta cosa gli è accaduto al primo che capita.

E, talvolta, accade che “il primo che capita” sia proprio il soccorritore.

Il soccorritore, di solito, chiede al paziente (se cosciente, ovviamente) cosa sia successo.

Le informazioni servono al soccorritore per prestare il miglior soccorso possibile.

Se il paziente è rimasto vittima di un reato, le informazioni che vengono date al soccorritore  quasi sempre sono utili anche agli investigatori.

CASE HISTORY: TESTIMONIANZA

Una persona in moto viene urtata da un’auto, di notte.

La vittima è sola, non ci sono passanti.

Riesce a fare una telefonata di emergenza per chiedere aiuto.

Un’ambulanza viene inviata sul posto. L’equipaggio è formato da autista, capo equipaggio e soccorritore.

Il paziente è soporoso, i parametri non suono buoni. 

Il capo equipaggio chiede cosa sia successo. Il paziente racconta di essere stato urtato da un’auto.

Dice anche che l’uomo alla guida lo ha aspettato all’angolo della strada e poi lo ha urtato.

Il paziente viene soccorso, caricato in ambulanza e trasportato in ospedale.

Purtroppo muore poco dopo: le ferite sono state letali.

Il capo equipaggio potrebbe non avere colto l’importanza di ciò che il paziente ha detto prima di morire.

La parte utile per le indagini potrebbe essere che “l’uomo alla guida lo ha aspettato all’angolo della strada e poi lo ha urtato”.

Forse i due si conoscevano. Forse no.

Importante che il soccorritore, non solo il capo equipaggio, qualsiasi soccorritore sia preparato ad accogliere una testimonianza.

E deve anche essere pronto a trasmetterla (a voce o per iscritto) all’autorità che fa indagine.

E’ necessario che ci sia stretta collaborazione tra forze dell’ordine e soccorritori.

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