incidenti stradali rabbia della strada

Incidenti stradali, rabbia della strada e soccorso

Gli incidenti stradali esistono e purtroppo spesso dipendono dalla rabbia della strada.

Gli inglesi e gli americani la chiamano “road rage”. Per rabbia della strada si intende quel particolare stato che colpisce alcuni guidatori.

Sono quelli che, potendo (e anche non potendo, ma volendo), abitualmente hanno una guida aggressiva e sono aggressivi nei confronti degli altri automobilisti (un classico è il dito medio alzato).

Incidenti stradali e azzardo

Secondo le statistiche la maggior parte degli incidenti stradali (il 95%) avviene perché il conducente del veicolo ha fatto una manovra azzardata, non consentita o, semplicemente, andava a una velocità incompatibile con le sue capacità, con il codice della strada o con la strada stessa.

Di solito un incidente stradale con feriti è un incidente stradale.

Ma è importante ricordare che negli incidenti stradali qualcuno ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare (a meno che un albero non si sia abbattuto su un’auto), in sostanza in due hanno tentato di occupare il medesimo spazio.

Incidenti stradali e dinamiche

La dinamica dell’incidente è sicuramente importante per il soccorritore. Ccapire chi ha fatto che cosa e a quale velocità stava andando, può aiutare a intervenire sul paziente.

Ma è altrettanto importante che la dinamica sia chiara anche a chi, in seguito, farà i rilievi: polizia stradale o polizia locale.

In presenza di vittime decedute si tratta di omicidio colposo. A meno che la vittima in questione non abbia fatto tutto da sola.

La scena degli incidenti stradali, quindi, dovrebbe essere trattata come la scena di un crimine. Quello che dicono i pazienti e gli astanti sono testimonianze.

Il soccorritore che si trovi a operare su un incidente stradale dovrebbe sempre avere cura di documentare la posizione dei veicoli: è sufficiente una fotografia.

Abbiamo già parlato di foto e soccorso.

Il soccorritore che abbia fato o video deve consegnare il materiale alle autorità competenti. O al limite depositarle in una chiave di memoria di proprietà dell’associazione a cui appartiene.

In nessun caso dovrà pubblicarle sui social network o condividerle, anche privatamente, via messaggistica, con i propri contatti.

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