violenza domestica

Violenza domestica: le parole dell’offender

La violenza domestica è un problema che affligge molte società, tra cui la nostra.

Si tratta di un fenomeno trasversale: non esistono differenze tra ricchi e poveri o tra ignoranti e acculturati.

Il soccorso per una lite in famiglia non è raro.

Spesso si risolve con un rifiuto ricovero o con il trasporto in ambulanza fino all’ospedale di destinazione in cui vengono pronunciate frasi di circostanza.

Le parole dell’offender

Le persone violente contro familiari tendono ad allontanare da sé la responsabilità delle loro azioni.

Mentono con facilità: se dicessero la verità ammetterebbero un reato.

E loro non vogliono ammettere niente.

L’offender tenderà, durante il soccorso, che presumibilmente avviene in ambiente domestico, a parlare anche se le domande sono rivolte alla vittima.

Potrebbe essere che dica frasi che in qualche modo ridimensionino l’accaduto e che usi vezzeggiativi nei confronti della paziente.

Meglio specificare che, stando alle statistiche, di solito l’offender è maschio e la vittima è femmina o minore, sia maschio che femmina.

Un esempio della comunicazione dell’offender potrebbe essere: “E’ una sciocchina, non sta mai attenta, vero cara? Ti fai sempre male!”.

Che fare in casi di violenza domestica

La prima cosa da fare è evitare di lanciare accuse. E optare per una comunicazione efficace.

La seconda è fare il possibile per portare la vittima in ospedale.

Anche se riporta ferite molto lievi.

Non sono, infatti, solo le ferite fisiche il problema. Ma il la violenza domestica che subisce ogni giorno: violenze verbali, psicologiche, sessuali.

I segni della violenza psicologica non sono manifesti come quelli della violenza fisica.

Meglio quindi, nonostante le ferite siano lievi, convincere la vittima a fare un giro in ospedale.

Lì troverà chi si prenderà cura di lei.

Il ruolo del soccorritore è fondamentale nei casi di violenza domestica. Solo il soccorritore, infatti, ha la possibilità di entrare in casa della vittima.

Ed è un’opportunità enorme per dare un aiuto concreto a chi, quasi sempre, non ha il coraggio o la possibilità di denunciare.

Grazie al suo ruolo, il soccorritore può far incontrare la vittima con un professionista in ospedale.

Senza l’apporto del soccorritore, la vittima rischia di restare a casa: certo non avrà problemi per le lievi ferite, ma continuerà a subire violenza domestica fino a che, prima o poi, le ferite saranno letali.

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